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Le origini dell'Istituto Tecnico Industriale per Chimici di Arpino possono essere ricondotte alla "Scuola di Arti e Mestieri" fondata nel lontano 1620 per iniziativa
 | L'attuale sede dell'Itis "Nicola Parravano" |
degli operai delle manifatture laniere e dei conciatori di pelli e con il sostegno dell'illustre arpinate Desiderio Merolle.
Queste attività erano, in quegli anni, molto sviluppate nella città ed avrebbero avuto la massima espansione tra la fine del 1700 e la prima metà del 1800 ( in questo periodo funzioneranno in Arpino una ventina di lanifici che daranno lavoro ai due terzi della popolazione, assommante a quasi quindicimila unità ).
La scuola veniva incontro alle necessità, per le fabbriche arpinati, di avere operai (venivano allora chiamati "lavorieri") competenti e capaci che mantenessero alta la produzione della lana Arpinate, favorendone il commercio in tutto il Regno di Napoli e all'estero.
E' da sottolineare che la Scuola sia stata voluta - e in parte sostenuta finanziariamente - dagli operai arpinati: il fatto rivela chiaramente quel legame istituzioni scolastiche-città che ad Arpino non solo non è mai venuto meno, ma anzi si è stretto sempre di più, contribuendo così non poco al superamento delle difficoltà presentatesi nel corso dei secoli.
E' inutile soffermarsi, qui, sulla gara di generosità che ha visto impegnati tanti cittadini, di ogni estrazione sociale, a beneficio delle istituzioni scolastiche cittadine, o sugli interventi dei pubblici poteri - in particolare quelli territoriali - perché queste potessero adempiere sempre meglio alle proprie finalità. Va invece evidenziato un altro e ancor più importante fatto a cui le origini dell'Istituto Chimico di Arpino vanno collegate: la svolta che le pubbliche scuole ebbero nel 1814.
Il 2 giugno di quell'anno, infatti, il re di Napoli Gioacchino Napoleone Murat emanava un regio decreto con cui si istituiva il "Tulliano", nel quale, di fatto, confluivano le antiche scuole pubbliche. Nel decreto il sovrano giustificava la nuova fondazione con un duplice ordine di considerazioni: la necessità di conservare la memoria del più grande oratore latino - l'arpinate Marco Tullio Cicerone -" in quel luogo ove ebbe i suoi natali " e l'opportunità di migliorare " sotto l'influenza delle scienze " le manifatture arpinati, i cui prodotti già godevano di speciali privilegi statali. Allo scopo si inseriva ( art.2 ) nel curriculum degli studi l'insegnamento della " chimica applicata alle arti ", ponendolo accanto agli insegnamenti tradizionali (quelli che oggi diremmo di indirizzo umanistico).  | La vecchia sede dell'Itis "Nicola Parravano" |
Il Provvedimento muratiano è tanto più rilevante perché questo insegnamento della chimica fece subito balenare l'idea di una vera e propria scuola di chimica, anche se questa, a causa del cambio della direzione del " Tulliano" e del mutare della situazione politica, non poté trovare immediata attuazione. Resta comunque il fatto che fin dal 1815 in Arpino erano attive sia la "Scuola di Arti e Mestieri" sia una cattedra di "Chimica applicata alle arti".
Quest'ultima disciplina fece il suo ingresso nel programma di Fisica svolto durante l'anno scolastico 1827/28 dal prof. Antonio Cristiano che ebbe l'incarico di tale insegnamento fino al 1848/49. Il programma comprendeva " una descrizione della chimica descrittiva, con particolare riguardo alle applicazioni pratiche; ed infine la chimica applicata alla fabbricazione delle porcellane e all'arte della Tintura, mantenendo vivo, nella scuola classica, l'indirizzo tecnico rispondente alle necessità industriali del paese " ( G. Trebbi ). Le speranze per l'istituzione di una scuola di chimica rispondente alle istanze del tempo rinacquero con l'unità d'Italia. Un decreto legge del febbraio 1861, infatti, riconfermava gli istituti di istruzione fondati dai passati governi e prometteva apposite disposizioni per le scuole speciali che vi erano annesse. L'idea della scuola chimica riprese il suo cammino, grazie all'opera tenace ed efficace che il parlamentare arpinate Angelo Incagnoli svolse per tradurre in realtà un suggerimento fatto alla Camera dei Deputati, nel 1878, dall'on. Luigi Luzzati, il quale indicò Arpino come il luogo più opportuno per una scuola di tintoria e tessitura, affinché l'industria tintoria e tessile delle province meridionali si sviluppasse nel lato tecnico. Fu così che col regio decreto n.1070 del 13 ottobre 1882 nacque, in forma autonoma, la " Scuola di Tessitura e Tintoria ".
La Scuola formava elementi molto capaci e richiesti dagli industriali, come sottolinea il direttore, prof. Luigi Margary, nella relazione inviata al Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio, da cui la scuola allora dipendeva, nell'anno scolastico 1888/89. " Infatti nel laboratorio di Chimica Tintoria - scrive in una sua pubblicazione su Arpino il prof. Ercole Cerasoli, che della stessa Scuola fu Direttore - si studiavano le nuove materie coloranti che si applicavano alla tintura delle lane,cotoni, ecc. e si eseguivano, per conto dei privati, saggi su tessuti misti. Inoltre tutte le perizie su filati, tessuti, ecc., riflettenti controversie doganali, venivano eseguite in quel laboratorio per incarico del Ministero delle Finanze e risultavano di non lieve importanza per l'erario. Scopo di questa scuola, quindi - prosegue il Cerasoli - fu quello di dare "ab initio" una istruzione tecnica specializzata nella tintoria, nella chimica applicata alla tintoria e all'industria tessile".
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Ad Arpino, però, questa industria, per una serie di cause ( tecnologiche, economiche, sociali, politiche ), imboccò rapidamente, sul finire del 1800, la via del tramonto; rimasero in vita pochissimi lanifici, con una produzione ancora eccellente ma non più in grado di reggere la concorrenza di altre regioni italiane o estere. La Scuola ne subì le conseguenze. Un ulteriore colpo ricevette poi dal terremoto del gennaio 1915 ( il terremoto della Marsica ) che causò gravissimi danni ai locali. Nel 1920, con decreto n.1972 del 9 maggio, la scuola fu classificata come "Scuola professionale speciale ", assumendo il nome di " Regia Scuola di Tessitura e Tintoria con sezioni di Chimica ed Elettrotecnica ". Fu proprio la sezione di chimica ad avere il maggiore sviluppo, essendo essa prediletta dal direttore, il già citato prof. Margary. I giovani licenziati dalla Scuola, per l'eccellente preparazione, erano richiestissimi dagli industriali come operatori chimici specializzati. Ciò convinse l'Amministrazione Comunale a trasferire la Scuola in locali più ampi e meglio adattabili alle esigenze didattiche. Ma nel 1923, quando dal Ministero si attendevano nuove nomine del personale insegnante, giunse invece un regio decreto ( il n.2099 del 15 settembre ) che sopprimeva la scuola. "Superfluo dire il malcontento che la predetta soppressione generò tra i cittadini specie del ceto artigiano e operaio, il quale si vedeva impossibilitato di dare ai propri figli un avviamento professionale ", commenta il citato prof. Cerasoli. Ancora una volta gli enti territoriali si adoperarono per parare il danno; il Comune di Arpino, impegnando una non piccola parte del pur ristretto bilancio, ripristinò la scuola denominandola " Scuola di avviamento professionale a tipo industriale " e aggiungendovi una sezione per chimici. La scuola, nell'anno scolastico 1934/35, fu dichiarata sede di esami, cioè fu legalmente riconosciuta e, finalmente, il 16 ottobre 1937, fu dichiarata statale. Infine nel 1940, in seguito al riordinamento dell'istruzione tecnica, la scuola diventò " Scuola Tecnica per Chimici " con annessa " Scuola di avviamento professionale".
 | La vecchia sede dell'Itis imbiancata di neve |
Va sottolineato che nell'immediato dopoguerra, per incarico dei Ministeri competenti, vennero effettuati nei laboratori della scuola gli accertamenti sulle derrate alimentari, sui campioni di vino, latte ed altro, destinati all'approvvigionamento della popolazione, e su quelli a carattere merceologico inerenti al Polverificio Militare di Fontana Liri. Inoltre la Scuola cooperò per la produzione di nitrato d'argento ( che era allora irreperibile ) necessario per debellare l'afta epizootica che infierì nella zona nei mesi estivi del 1945. La Scuola, dal 1 ottobre 1959, assunse la denominazione di " Istituto tecnico industriale statale per chimici industriali " come sezione staccata dell'ITIS di Isola del Liri, ed avviò la sua attività didattica autonoma nell'anno scolastico 1967/68. Prima sede dell'Istituto fu l'antico Castello di Ladislao, eretto intorno al 1409, sito in largario Riccia; dall'anno scolastico 1985/86 l'Istituto prese la denominazione di ITIS "N.Parravano" e gli studenti occuparono l'attuale sede, in località Pelagalli, dotata di laboratori attrezzatissimi e di un impianto polivalente con copertura tensostatica per attività sportive. Nell'anno scolastico 1992/93 l'ITIS di Arpino, a causa del tanto criticato piano di razionalizzazione della Scuola, tornò ad essere sezione staccata dell'ITIS di Isola del Liri. La perdita dell'autonomia, fortunatamente, non coincise con un decremento degli iscritti in quanto da quell'anno si è verificata una consistente crescita della popolazione scolastica ( attualmente si registra la presenza di 16 classi ): tale fenomeno trova la sua giustificazione nell'affermazione dell'ITIS di Arpino con il suo insegnamento tecnico-scientifico all'avanguardia, ed in un piano dell'offerta formativa mirato e ricco nelle iniziative. E' del resto ampiamente acclarato che i diplomati presso l'Istituto sono frequentemente richiesti dalle industri chimiche, farmaceutiche, agrarie ed alimentari per la loro preparazione e professionalità. A partire dall'anno scolastico 2000/01 l'ITIS di Arpino, associato al locale Liceo Classico "Tulliano", costituisce l'Istituto di Istruzione Superiore " Tulliano " di Arpino. Quest'ultima tappa si presenta importante e felice soprattutto perché vede finalmente ricongiunte le due istituzioni scolastiche che hanno, per secoli, segnato la storia di una cittadina capace di imporsi col suo prestigio culturale in campo nazionale ed internazionale.
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